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Ospiti graditi - Parte 2


di Maryf02
16.08.2025    |    3.472    |    16 9.9
"Miky si rivolse a Marina: «ma quanto è troia la zia?» E lei: «te lo avevo detto che voglio diventare come lei, voglio imparare a prendere cazzi con la sua stessa disinvoltura!» E Giulio quasi..."
Finalmente Miky e Marina erano con noi, avevo desiderato tanto rivivere i momenti vissuti quell’estate in quella caletta ed ora la mia mente non faceva altro che progettare situazioni eccitanti in cui coinvolgerli!
Si erano sistemati nelle rispettive stanze e si erano rinfrescati, ora eravamo nel salotto a parlare del più e del meno, Miky indossava un paio di boxer, Marina aveva un asciugamano legato sopra il petto che a mala pena arrivava a coprire la sua intimità così come la t-shirt che indossavo io.
Arrivò Giulio con un vassoio di tartine, stuzzichini e una bottiglia di prosecco: «Finalmente siete qui!», «ed in ottima forma!»
Dette una stretta di mano a Miki con una pacca sulla spalla e si rivolse a Marina abbracciandola e baciandola in bocca!
«Mi faccio una doccia al volo, metto il prosecco in fresco per l’aperitivo e sono subito da voi».
Dopo qualche secondo, uscì dalla camera da letto: «Scusa Mary, ma la mia roba?»
«Si, scusa, tu dormirai nella stanza degli ospiti con Marina!»
«Ok» rispose, «spero non le dia fastidio se approfitterò di lei!»
Al che Marina: «Magariii!», «Non vedo l’ora!»
Miky iniziava a mostrare un principio di erezione nei boxer, così accarezzandogli la patta gli sussurrai: «non ti preoccupare, ci sarà tanta roba anche per te!»
Finalmente arrivò Giulio in accappatoio e sistemati gli spuntini e i bicchieri sul tavolinetto del salotto ci sedemmo per l’aperitivo, io difronte a Miky e Marina di fronte a Giulio!
Nel fare il brindisi l’asciugamano di Marina si aprì lasciandola completamente nuda, fu un attimo, Giulio levandosi l’accappatoio disse: «Ma si, forza, con questo caldo mettiamoci comodi, gli indumenti usiamoli fuori di casa!»
In un attimo ci eravamo spogliati e, completamente a nostro agio, parlavamo del più e del meno raccontandoci le nostre avventure e gli ultimi avvenimenti.
«Ma vi ricordate il nostro primo incontro in quella caletta?» chiesi.
E Marina «e come potrei dimenticarla, è stata un’esperienza travolgente!»
«Già, per me è stata la prima volta che provavo una doppia e da allora non ne ho potuto più farne a meno» ribadii.
«Certo che avete proprio fatto le troie ad un livello eccelso!» disse Giulio
«Vero», ribadì Miky, «non avevo mai visto Marina prendere tanti cazzi come allora!» e mentre diceva questo mi accorsi che cercava di coprire con le mani un principio di erezione.
Io da brava provocatrice, con le gambe incrociate sulla poltrona, in modo da mostrare la mia fessura già umida, lo provocai: «Miky, mi ha detto Marina che tu sei bravissimo a leccare la fica, vero?»
«Mah, non saprei, certo mi piace molto farlo!» rispose; si stava disinibendo, anche se con un po' di rossore in volto per l’imbarazzo, e la sua erezione era ormai più che evidente!
«Se è per questo anche tu Marina dovresti essere famosa per i tuoi pompini, o no?» disse Giulio rivolgendosi a lei.
Marina per tutta risposta: «Non sta a me giudicare, dovresti provare per dare un tuo parere!» e messasi a quattro zampe con un andamento da gattina in calore si portò con il volto all’altezza del cazzo di Giulio!
Lui, per agevolarla, divaricò le gambe e portò avanti il bacino offrendole il membro in tutta la sua maestosa erezione.
Miky stava iniziando a masturbarsi per cui, raggiungendolo, lo feci sdraiare sul divano e mi portai sopra di lui offrendogli la mia passera da leccare mentre io mi dedicavo alla sua asta pulsante in un coinvolgente 69.
Ogni tanto alzavo lo sguardo e vedevo Giulio in estasi che guidava la testa di Marina come se la stesse scopando in bocca.
Miky leccava in maniera divina gustando il mio piacere come un esperto sommelier ed io mi gustavo il suo sesso leccandolo dalla base alla cappella.
Marina, impegnata con tutta la sua maestria in quell’esercizio orale, si stava masturbando con due dita nella fica!
È vero, Miky era tremendo, mi stava facendo salire un orgasmo che partendo dal ventre mi arrivava al cervello fino a che iniziai a godere inondando la sua bocca con tutto il piacere che mi stava procurando: «Oddio Mikyyyyy, ti godoooooo, sei fantasticooooo!»
Però non volevo bere il suo nettare, volevo sentire tutto il suo piacere dentro di me, per cui mi portai sopra di lui impalandomi la fica con quell’uccello pulsante mentre guardandolo negli occhi gli chiesi: «ti ricordi quando mi hai sborrato in fica quella volta?», «eri così impacciato!»
«Si, ma ora è diverso», rispose mentre con le mani sui miei fianchi mi accompagnava in quella cavalcata, «sei stata tu a farmi capire quanto è bello sborrare nella fica di donne diverse, ognuna da sensazioni differenti!»; si era completamente disinibito e voglio proprio sperare grazie a me!
Marina a quelle parole, impugnando il cazzo di Giulio come uno scettro, si voltò verso di noi e vedendo il suo uomo scopato da un’atra donna esclamò: «anche io ricordo benissimo questo arnese stupendo quando, quella volta, mi ha riempito il culo di sborra, ed ora la rivoglio!»
Così dicendo si voltò mettendosi a pecorina difronte a Giulio mostrandogli tutta la sua femminilità in un invito che più esplicito non poteva essere.
Giulio si chinò verso di lei e iniziò a leccarle la fica per poi portare i suoi umori verso quel nido di piacere che iniziava a schiudersi!
«Ohhh, siiii, dai, dammelo!» implorava Marina, ma lui continuava con quel lavoro di lingua e allargandole le natiche col le mani la stava sodomizzando con la lingua.
Poi iniziò a usare le dita, due alla volta, facendole entrare e uscire con movimenti rotativi, e quando le toglieva gliele portava alla bocca per farle sentire il suo stesso sapore e quando erano ben umide riiniziava quella estenuante penetrazione.
«Daiiii, ti pregooo, mettimelo dentroooo, non ne posso più, sei cattivoooo!» gemeva Marina.
Miky, sentendola, stava impazzendo e cercava di aumentare il ritmo della cavalcata, ma io lo tenevo a fremo, lo conducevo al trotto per evitare che esplodesse troppo presto, anche se il mio corpo fremeva dalla voglia di scoppiare in un nuovo orgasmo e la fica si stava sciogliendo in un lago di umori!
Finalmente Giulio decise che era giunto il momento e si porto dietro di lei allargandole le natiche.
Vedevo il suo magnifico fungo puntare la porta del piacere proibito che pulsando lo invitava ad entrare, e piano piano la cappella stava scomparendo nelle viscere di Marina!
«Ahhhhh, ecco, cosiiiii», gemeva la troietta, «Mikyyyy guardaaaaaa, guarda come lo prendo in culooooo!», «ziaaaaa, ma che cazzo che haaaaa Giulioooo!», «mi sta, mi staaa aprendoooo tuttaaaa!»
Vedevo chiaramente che una fonte sgorgava dalla fica di Marina e stava allagando il pavimento: stava avendo un magnifico orgasmo anale!
Miky non si teneva più: «Amoreeeee, quanto sei zoccolaaa!», «è fantastico sentirti godere mentre Giulio ti inculaaaaa!»
E Marina: «siiii, godooooo, Giulio riempimiiiiii!», «dammelaaa, schizzamiiii nel culoooooo mentre ti godoooo!»
E fu a quelle parole che sentii la fica essere invasa da fiotti di sperma, era Miky che stringendomi per i fianchi stava godendo in assoluto silenzio, serrando i denti con gli occhi chiusi come se stesse affrontando uno sforzo sovraumano finché con un urlo liberatorio fece rilassare tutti i muscoli: «Ahhhhhh», «ti godooooooo!»
I due ragazzi avevano avuto il loro piacere, io e Giulio eravamo ancora incompiuti per cui con uno sguardo di intesa lasciammo i nostri partner che si abbandonarono sulle poltrone mentre io, sdraiata sul divano a gambe aperte, accolsi Giulio nella mia fica ancora piena del succo di Miky.
Mi pompava con un impeto pazzesco, si capiva chiaramente che il culo di Marina lo aveva mandato fuori di testa e ad ogni suo affondo la mia fica schizzava un misto di umori e sperma facendomi provare degli spasmi continui.
Ero al culmine del piacere quando Giulio affondò irrigidendosi, lo sentivo arrivare fino all’utero e nel momento stesso che lui esclamò: «Tieeeniii, troiaaaa», «fatti riempire come l’ultima delle mignotteeeee!»
Più i suoi getti continuavano, più il mio orgasmo non si fermava: «siiiii, ti godooooo amoreee,», «ti amooooooo!»
E alla fine anche noi avemmo la nostra giusta dose di godimento!
Una volta ripresami mi rivolsi ai ragazzi: «allora Miky ti piace la patata romana e tu Marina cosa mi dici della fava romanesca?»
Marina: «io penso che mi nutrirò solo di quella!»
Miky: «la patata romanesca è eccezionale, ma come la tua non ce ne sono!»
«Bene», disse Giulio, «ora vestiamoci che andiamo a cena fuori, voi troiette ricordatevi la regola del tre!»
«Ok, vado a farmi una doccia, sono piena di sborra che mi sta colando lungo le gambe!» risposi.
Ma Giulio mi fulminò con lo sguardo: «appunto, sei già pronta, spalmatela per bene, sarà la tua crema di bellezza!»
Iniziai a spalmarmela lungo le cosce, passavo la mano sulla fica cercando di raccoglierla, ma più andavo avanti più la fica si bagnava e io non resistevo alla voglia di leccarmi le mani anche perché così riuscivo ad evitare di averne troppa sulla pelle.
Io indossavo un corto vestitino con le bretelline con un’ampia apertura sotto le ascelle in grado di far intravedere i seni, Marina una minigonna molto ampia con un top molto corto e ci stavamo avviando sul pianerottolo in attesa dell’ascensore quando come al solito uscì il vicino che da quando aveva scoperto il mio gioiello non perdeva occasione di presentarsi quando stavo uscendo di casa!
Visto che fissava Marina con quel suo tipico sguardo d porco decisi di farlo scoppiare, riaprii la porta di casa e dissi: «aspettate un attimo!»
Afferrai Marina per un braccio e la riportai nell’ingresso vicino lo svuota tasche dove faceva bella mostra di sé il plug.
«Dai piegati che ti faccio provare una cosa!» e la feci chinare in modo da dare il culo verso il portone aperto.
Guardando il porco che ci fissava incantato, sperando o sapendo cosa sarebbe successo, con il mio tipico sguardo da troia presi il plug e lo portai alla bocca simulando un pompino e lubrificandolo con la saliva.
Alzai la minigonna di Marina mettendo in mostra tutto il suo ben di Dio e allargandole una natica inserii dolcemente il gioiello nel culo di Marina!
«Ziaaaaa, ahhhhhh!», «Non so se riesco a tenerlo, e poi il signore ci sta guardandooo!» disse Marina alzandosi.
«Non ti preoccupare» la rassicurai, «il signore gradisce lo spettacolo e tu vedrai che ti abituerai al plug, anzi sono sicura che ti piacerà!»
Stavo chiudendo il portone quando sentii il porco dire rivolto a Giulio e Miky: «ci date dentro con quelle due troie eh?», «ho sentito prima attraverso i muri la ragazza strillare e pensavo si trattasse di una violenza!»
E Giulio rispose: «quelle troie sono le nostre donne, quella alla quale guarda sempre il culo è mia moglie, la troia della mia vita, e non si preoccupi, le urla che ha sentito era la ragazza che stava godendo mentre la inculavo!»
Entrammo tutti e cinque nell’ascensore e io mi misi davanti al porco che era rimasto basito; stavamo stretti e io iniziai a strusciarmi con il culo sul cazzo del porco che era diventato un pezzo di marmo, un bel pezzo di marmo, anche perché senza il plug lo sentivo molto bene tra le natiche.
Usciti dall’ascensore gli ho strizzato il cazzo con la mano sopra i calzoni e gli ho sussurrato: «vedrai, la prossima volta che prenderemo l’ascensore forse riuscirai a possedermi, ma se lo faremo sarà in ascensore o per le scale!» e gli stampai un bacio in bocca andando via.
Miky si rivolse a Marina: «ma quanto è troia la zia?»
E lei: «te lo avevo detto che voglio diventare come lei, voglio imparare a prendere cazzi con la sua stessa disinvoltura!»
E Giulio quasi ridendo: «non ti preoccupare, sei già sulla buona strada, sarai l’allieva che supera la maestra!»
Prendemmo la cabrio di Giulio, io e Marina ci sedemmo dietro, e chiesi a Marina: «Allora come va con il plug?»
«Ma è una sensazione strana, poi ad ogni buca mi trasmette una vibrazione alla fica e me la fa bagnare!»
Non l’avesse mai detto, Giulio, ringraziando in cuor suo il comune di Roma per come tiene le strade, non si faceva scappare neanche una buca, poi sui dossi era una festa!
«Ahhhh», gemeva Marina ad ogni sobbalzo e io le facevo allargare le gambe per mostrare quel fiore bagnato ai conducenti dei mezzi più alti della nostra auto, e non che io facessi di meno con la mia fica che aveva ancora tracce di sborra e di umori.
«Dai stronzo, così la fai impazzire» dissi a Giulio quando prendendo un dosso a velocità sostenuta ci fece quasi saltare sui sedili facendo gemere Marina di piacere!
«Ahhhhhhh, che belloooooo, sto quasi godendo!» disse ansimando e partì a trastullarsi la fica con le mani!
Poggiò la testa sulla mia spalla e incurante dello spettacolo che stava dando anche ai passanti che sbirciavano nella macchina quando ci fermavamo al semaforo iniziò a masturbarsi sempre più velocemente finché un fiotto di umori sgorgò tra le sue gambe: «Ahhhhhhh, ziaaaaaa, sto godendoooo, tantooooooo!», «Mikyyyyy, sto impazzendooooo!»
«Tesoro di zia, che bello sentirti godere così, liberamente!», «sei proprio una ninfa, la vestale del sesso!», «ti voglio un gran bene!»
In tutto questo trambusto anche la mia intimità si era messa in moto e sentivo le farfalle nello stomaco per quanto fossi eccitata, così iniziai a passarmi la mano sulla fica e raccogliendo un po' di umori da dietro la passavo sulla bocca di Giulio e ripetevo l’operazione su quella di Miky.
Anche Marina volle fare la stessa cosa, e lei di umori ne aveva prodotti tanti, così il gioco mentre andavamo in pizzeria, divenne quello di sfidare i nostri uomini a riconoscere di chi fosse il sapore che stavano gustando!
Miky rivolto a Giulio: «quanto manca alla pizzeria?»
«Perché?» chiese Giulio.
«Perché non ce la faccio più, se non arriviamo presto finisce che ti faccio accostare e mi sbatto una di queste troie!»
«Caro mio, ci dovrai fare il callo!», «se Mary decide di farti stare tutto il tempo con il cazzo dritto sarà una lunga tortura per te, perché lei non si ferma un attimo!», «oltretutto mi sembra che Marina impara in fretta!», «coraggio la sera è lunga e non finisce certo in pizzeria!»
«Zia, che fossi tremenda lo sapevo già, ma tu ne sai una più del diavolo!»
«Tesoro di zia, devi capire che il sesso non è solo il piacere finalizzato a godere, ma tutto quello che viene prima, l’atmosfera che si crea nelle situazioni, l’adrenalina che ti fa aumentare le pulsazioni e ti dà i morsi nello stomaco!», «ma soprattutto è il senso di libertà che ti riempie l’anima!»
«E poi, dimmi la verità, non è meraviglioso sentirsi troie, senza nessun pudore, anzi ostentarlo con orgoglio!»
«Si zia, è bellissimo stare con voi, con te soprattutto che sei così troia e mi ci fai sentire anche a me!»
E finalmente arrivammo in pizzeria!
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